Un luogo da poco restaurato
a disposizione dei visitatori
Nei pressi dell’Eremo del Deserto sono stati costruiti nel tempo alcuni romitori per consentire ai religiosi una vita di completa solitudine a tu per tu con Dio. Grazie al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) nel 2025 è stato possibile restaurare il romitorio dedicato all’Assunta e ora è disponibile per essere visitato su prenotazione.
Il romitorio…
Cos’è?
Il Romitorio dell’Assunta è un piccolo eremo dove un religioso poteva ritirarsi in completa solitudine per un periodo più o meno lungo, a seconda delle necessità. Solitamente un romitorio veniva costruito intorno a un struttura più grande, dove una comunità di religiosi viveva nel silenzio e nella preghiera continua, proprio come il Deserto di Varazze.
La parola “romitorio” deriva da “romito” che indica un posto solitario e isolato. Essa identifica quindi da una parte la caratteristica dell’uomo che vive nel romitorio (un solitario) e dall’altra il tipo di posto in cui sorge (isolato rispetto al resto delle abitazioni). I romitori (come gli eremi) sorgono infatti lontano dai centri urbani al fine di favorire il raccoglimento e preservare il regolare svolgimento della vita di preghiera.
Un po’ di storia
Il complesso dell’Eremo del Deserto è stato costruito a partire dal 1616 e dopo due anni di lavori ha potuto accogliere la prima comunità: era il 16 luglio 1618.
Insieme alla costruzione dell’eremo centrale sono stati edificati anche alcuni romitori, che venivano utilizzati specialmente nei tempi liturgici di Avvento e Quaresima, periodi maggiormente dedicati alla penitenza e alla preghiera in preparazione alle due principali feste cristiane: la nascita di Gesù (Natale) e la sua Risurrezione (Pasqua).
Il Romitorio dell’Assunta risale al 1616 ed è stato voluto dal marchese Giacomo Saluzzo. Detto anche “della Madonna degli Angeli”, è dedicato alla Vergine Maria Assunta in cielo, verità di fede festeggiata il 15 agosto.
Il romitorio…
Com’è?
La struttura tipo del romitorio prevedeva un pianterreno occupato dalla cappella per la celebrazione della Messa, una minuscola sacrestia ed una scaletta per l’accesso al piano superiore in cui si trovava l’appartamento dell’eremita, costituito da due stanze. Il tetto a capanna, ricoperto di ardesie, forniva un ulteriore vano nel sottotetto adibito a ripostiglio. Il piccolo campanile a vela con la relativa campana era l’unico mezzo di comunicazione dell’eremita con il resto della comunità.
A fianco della porta d’ingresso svettava solitamente un cipresso e si trovava anche una nicchia in pietra, aperta all’esterno, che aveva probabilmente funzione di legnaia o forse di fontana. Tuttavia ogni romitorio sviluppava autonomamente questi elementi anche in funzione della morfologia del terreno o di eventuali disponibilità finanziarie del costruttore. La dislocazione dei vari romitori fu studiata in modo che ogni costruzione potesse disporre di acqua corrente.
La struttura originaria del Romitorio dell’Assunta era molto ridotta rispetto a quella attuale e aderiva all’austerità della vita che vi si conduceva. La possiamo immaginare facilmente ricavandola da una stampa antica conservata nell’archivio storico dell’Eremo e riprodotta all’inizio di questa pagina: il Romitorio dell’Assunta è contraddistinto dalla lettera “F”.
Le modifiche all’immobile sono relativamente recenti e risalgono al periodo compreso tra il 29 maggio 1855 (entrata in vigore della Legge Siccardi) e il 16 dicembre 1920 (anno in cui i Carmelitani Scalzi si riappropriarono del Convento). In questo lasso di tempo il convento e le sue pertinenze passarono nelle mani di diversi proprietari con conseguenti modifiche (anche consistenti) ai fabbricati, dovute alle mutate esigenze delle famiglie che vivevano negli immobili.
L’intervento attuato grazie ai finanziamenti del PNRR (CUP G57B22000330004) ha coniugato l’esigenza di risanamento della struttura lignea del tetto, delle facciate esterne e dei locali interni, con l’ esigenza di promuovere l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio attraverso la realizzazione di spazi espositivi dedicati alla vita del bosco e alla vita eremitica. All’interno delle stanze del Romitorio è stata allestita una ricostruzione dell’ambiente di vita dell’eremita e una mostra dedicata alla fauna e alla flora presenti all’interno della proprietà dell’Eremo del Deserto. La mostra è aperta al pubblico su prenotazione chiamando lo 019918082.
Per realizzare la mostra sono state installate delle fototrappole nel territorio circostante al fine di individuare la fauna presente. Cliccando sul pulsante più sotto è possibile visualizzare alcune delle riprese realizzate (quelle complete sono disponibili all’interno del romitorio).
Galleria immagini
Alcuni degli animali presenti nei dintorni del romitorio…





